martedì 19 giugno 2012

Omega. Nathan Never #253

Iniziando.
Mah!
Non l'inizio che auspicavo per questa recensione. Ma alla fine è un commento inevitabile. Perché, sebbene la saga in questione alla fine meriti un plauso, lo stesso non si può dire di quest'albo.
Non perchè l'idea di fondo non funzioni (sebbene alcune lacune siano evidenti e poi ne parliamo), ma perchè l'intera storia da l'idea di essere stata confezionata al risparmio. Come se si volesse chiudere il prima possibile senza curarsi troppo dei dettagli.

La storia
L'Agenzia Alfa (ossia Nathan e Legs...) ha individuato il luogo in cui Sigmund è prigioniero. Come? Non si sa e non ci viene detto. Non che si tratti di una questione fondamentale, ma da l'idea che si sia deciso di semplificare troppo il tutto. Pare un po' eccessivo che nulla venga detto riguardo al nascondiglio del prossimo super-nemico, che si fa trovare senza porre ostacoli.(1)
La missione che ne segue è del tutto priva di pathos. Prima un ostacolo utile a far sparare qualche proiettile a Legs, la quale, dopo l'eccellente lavoro che gli autori avevano realizzato sul suo personaggio nei tre albi precedenti torna al ruolo di macchietta. Poi il confronto decisivo con il nuovo nemico. Che manca dell'enfasi necessaria. Omega cerca di far crollare i due agenti sotto il peso del loro passato. Ora: a parte la mancanza di originalità dell'idea e l'assurdità che un cyborg perfetto (tipo Ultron....) ricorra ad un sistema del genere, va fatto notare che non c'è un solo istante in cui "i nostri" vacillino. E quindi non si percepisce mai la dimensione effettiva della minaccia. Peccato perchè si poteva fare meglio.
Infine il gran finale, che arriva velocemente senza che la tensione narrativa cresca minimamente. E quindi il confronto conclusivo che si trascina con tanto di tentativo in extremis di mettere ancora in luce l'ossessione di Sigmund per la perfezione della sua macchina e la debolezza della natura umana. Anche qui però dando l'idea di un'aggiunta posticcia messa li per fare brodo.
Quindi: soggetto (di Antonio Serra) ricco di contraddizioni e di incongruenze; una sceneggiatura (di Mirko Perniola) che non trasmette alcuna tensione e non coinvolge quanto ci si aspetterebbe e, per concludere, un finale affrettato.
E le conseguenze del "tradimento" di Sigmund? La reazione di Nathan e Legs? La reazione di Betty? Niente. Tutto abbozzato e all'insegna del "vogliamoci tanto bene". E via così in scioltezza.

Disegni


La prestazione di Simona Denna e Silvia Corbetta è decisamente buona dall'inizio alla fine, fatta solo una piccola eccezione per le tavole da pagina 56 a pagina 67. Che per la precisione restano di ottima fattura, sia chiaro. Direi una prestazione superiore a quella vista ne "Le abitatrici dell'oscurità" (NN 241) che fa bella compagnia ai disegni visti negli altri tre albi della miniserie in questione.

Valutazione
Soggetto (di Antonio Serra): 5
Sceneggiatura (di Mirko Perniola): 5.5
Disegni (di Simona Denna e Silvia Corbetta): 7.5

Il sogno
Osservazione obbligatoria per la mini-storia che chiude l'albo. Un'idea interessante e apprezzabile senza dubbio che sarà molto utile per dare spazio a personaggi che altrimenti risulterebbero sacrificati. Peraltro la storia in se è pure piacevole e lascia un po' di rammarico al pensiero che gli sia stato dato maggior spazio.
Una piccola innovazione alla testata che mi trova del tutto favorevole e libera gli autori dal cappio delle 94 pagine obbligatorie.






Tutte le contraddizioni dell'albo.
(1) Nel mezzo assistiamo ad una comparsata di Betty che ci fa dubitare della sanità mentale della ragazza. Ovviamente è in ansia per l'uomo che ama e difatti pretende di partecipare alla missione. Fin qui tutto bene. Salvo che poi decide di guardare un "cartone animato" (sic!) con Elania Elmore e il figlio della stessa. Cioè...ma non era in ansia per la missione?? Ed Elania Elmore si mette a perdere tempo mentre i suoi agenti sono impegnati in una missione mortale? Solomon Darver era un bastardo, ma pareva più interessato alla sorte dei suoi agenti...
(2) Sigmund che balbetta da bambino è un errore madornale. Se ben ricordo la balbuzia ebbe inizio dopo che rischiò la vita (assieme alla sorella) in una caverna nella quale si trovavano i centozampe, come narrato negli albi 87-88 ("Terrore nel sottosuolo" e "I Signori di Marte"). E non si tratta di un elemento secondario....
(3) Che Elania rigetti le dimissioni di Sigmund ha un senso pratico evidente. E lo dice anche lei quando fa notare che solo Sigmund può combattere Omega. Ma abbracciarlo dopo che ha messo al mondo un nemico che progetta lo sterminio della razza umana pare un pelo eccessivo... 
(4) Nathan e Legs dovrebbero essere meno amichevoli con Sigmund visto che comunque li ha presi in giro per anni....
(5) Sigmund si dispera di non essere nella sua macchina per dare la caccia ad Omega. Ora...la macchina lo teneva prigioniero e gli impediva di muoversi nel Cyber-spazio quindi non dovrebbe servirgli a nulla. In caso contrario nessuno gli impedisce di rientrare nel cilindro.... 
(6) Sigmund contatta telepaticamente Nathan. Telepaticamente. Sul serio: da quando ha questa capacità?  
(7) Sigmund non balbetta se parla di Omega. Perché balbetti parlando con lui non è chiaro.... 



Starting Point
Il segreto di Sigmund (NN #250)
Il faro di Alessandria (NN #251)
Nel cuore della macchina (NN # 252)

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